Vi ricordate del puntatore oculare di Cinzia? Ci siamo ritrovati per parlarne con lei, Paolo ed il prof. Cassinis di cui ho parlato tempo fa, neanche a farlo apposta.

Dando un occhio veloce al software in dotazione all’ausilio abbiamo scoperto il software Dasher. Si tratta di un’idea tanto semplice quanto geniale. Si può paragonare Dasher ad un T9 (quello dei cellulari) che si comanda con il mouse e quindi è adatto a chi non può usare la tastiera. Subito si può pensare al puntatore oculare ma anche al palmare senza tastiera come l’iPhone.

E’ complicato spiegare come funziona, diciamo che si indica al mouse una strada che ti fa fare una specie di zoomata all’infinito verso le parole che vuoi dire, una dietro l’altra, cioè insomma, mi spiego?

:)

Ve l’ho detto che era complicato! Riproviamoci: dasher si comanda solo con il mouse. All’inizio si trovano sulla destra dell’area di lavoro tutte le lettere dell’alfabeto. Per scrivere una parola basta andare con il mouse verso la prima lettera, poi verso la seconda ecc. Il tutto avviene molto velocemente e con le lettere che via viano diventano più grandi a seconda della probabilità che tali lettere servano (dopo una “Q” verrà sicuramente una “U”…). Ci sono anche dei rettangoli colorati che ci aiutano e il tutto sembra quasi un gioco.

Mi sono venuti in mente i programmi che su Linux fan vedere i frattali, le scimmiette di Shakespeare (e sapete di cosa sto parlando DOVETE leggere questo racconto). Sembra quasi di tuffarsi in un universo di parole che sono già scritte ed aspettano solo di essere lette.

Se non mi avete preso per matto fin qui, magari potete provare Dasher di persona. Ci sono anche filmati di esempio.