Spesso ci siamo sentiti chiedere “quanto sono sicure le reti wireless?”

Non esiste una risposta valida per tutte le stagioni, poiché, evidentemente, tutto dipende da come vengono configurate. Gli apparati radio che fanno la diffusione (c.d. “access point”), infatti, tipicamente escono dalle fabbriche con una configurazione standard volta al c.d. “zero configuration” o, per così dire, al “plug & play”. Infatti, se ci pensate, si apre la scatola, si attaccano alla rete e si comincia a navigare senza fili. Di default, quindi, l’apparato esce dalla scatola SENZA alcun tipo di sicurezza attivo:

  • la rete wireless è impostata come “visibile”, mentre potrebbe essere disattivato l’invio del SSID (ovvero il nome della rete come è vista dai client)
  • la crittografia è spenta, mentre potrebbe essere configurato il WEP o, meglio ancora, il più sicuro WPA (con chiave di autenticazione fissa e chiavi di crittografia variabili)
  • il controllo dei mac address non è attivo, mentre si potrebbe abilitare la white list di device autorizzati bloccando, in automatico tutti gli altri

Quindi, nella sua configurazione “di default”, un access point ha tipicamente un livello di sicurezza persino inferiore rispetto a quello che otterreste prendendo una manciata di cavi piuttosto lunghi, attaccandoli al vostro switch e buttando l’estremità opposta fuori dalla finestra fino a giungere in strada.

Quando configurate un Access Point, quindi, dedicate 5 minuti (cinque !!!) alle impostazioni di sicurezza, è veramente importante e ne va della vostra sicurezza! Nel 2008 Vi sembra banale? Beh … non lo è affatto: provate ad accendere la scheda di rete wifi del vostro portatile o del vostro palmare nel nuovo centro commerciale “freccia rossa” di Brescia, nell’area dedicata al ristoro. Scoprirete un’ottima copertura realizzata da un apparato con SSID Netgear, senza crittografia o autenticazione di qualsivoglia natura, con tanto di DHCP che vi assegna un indirizzo valido e un po’ più di 2 Megabit di banda a disposizione su connessione adsl Telecom Italia. Che dire … c’è ancora molto da fare!