Vi segnalo un post di Luca Spada, Amministratore Delegato di NGI spa. Il papà di EOLO, per intenderci.

Sono già intervenuto parecchie volte in passato sul tema. Vediamo se questa volta mi spiego meglio.

Su tutte le nostre reti (F5, F6, EOLO) è attivo il QoS (Quality of Service), un meccanismo che interviene in casi di saturazione di ogni tratta della rete per evitare che succedano degli ingorghi che portino al blocco totale. Esattamente come succede su ogni altra rete (autostrade, treni, energia elettrica,…) il traffico _DEVE_ essere gestito altrimenti in caso di ingorghi questi rimangono tali per un tempo indefinito.

Quando il QoS è costretto ad intervenire agisce con criteri diversi a seconda del traffico, dando maggiore priorità al traffico interattivo (che risente notevolmente della congestioni) e via via minore al traffico “batch” (che per sua natura è rallentabile senza conseguenze sulla funzionalità). Il QoS agisce inoltre con un peso maggiore sulla tipologia di traffico che in quel momento è maggiore nella rete. Come esempio approssimativo (a sinistra i protocolli con maggiore priorità, a destra quelli con minore):

VoIP – Gaming – Browsing – Internet Video – IM – e-mail – Download – FTP – P2P

A livello di singola cella è poi attivo il meccanismo di MIR/CIR, ossia la prioritizzazione del traffico in base alla banda garantita acquistata dal cliente.
Un cliente con un abbonamento con banda garantita di 512kbit/s ha, a livello di cella, il DOPPIO delle probabilità di avere banda rispetto ad un cliente con 256kbit/s.

Ora guardate questo grafico di segmentazione del traffico delle ultime 30 ore (è quello di un settore della rete EOLO, ma lo split di traffico è omogeneo sulla rete):
traffico EOLO

L’enorme porzione verde che vedete è P2P (sostanzialmente emule e Torrent) che a seconda delle ore del giorno rappresenta dal 50% al 95% del traffico di rete. Durante il giorno si vede l’effetto del QoS: con il crescere del traffico Video e Web, il traffico P2P viene modulato al fine di non saturare la rete e le celle. Per sua natura il traffico P2P tende “ad infinito” e essendo una tipologia di traffico costante rompe qualsiasi regola di economia di scala sulle reti, alla base delle quali si basano gli odierni modelli di business di Internet (vi consiglio questo articolo che spiega bene: http://www.repubblica.it/2009/04/sez…b-tariffe.html

Quindi riassumendo:

1 – non c’è alcuna configurazione di discriminazione del traffico
2 – non c’è alcuna configurazione di shaping fisso del traffico
3 – qualsiasi tipologia di traffico puo’ essere rallentata in caso di saturazione
4 – allo stato attuale l’unica tipologia di traffico su cui interviene il QoS in caso di saturazione è il P2P dato che rappresenta l’80% del traffico medio e quello a minore priorità.
5 – il QoS interviene anche pesando la banda minima garantita del cliente e quindi maggiore la banda garantita, maggiore la probabilità di avere banda. (questo spiega perchè clienti con MCR diversi hanno velocità diverse).
6 – sono sufficienti 5 clienti in una cella con il P2P a manetta per saturarla completamente e far schizzare latenza > 1 secondo e rendere qualsiasi altro protocollo inutilizzabile.
7 – nel wireless il traffico upstream e downstream viaggiano nello stesso “canale” e quindi il QoS si applica anche all’upstream dato che toglie banda al traffico downstream.
8 – non è possibile aumentare celle / mettere meno clienti per cella in quanto EOLO è già il servizio wireless con il minore rapporto di concentrazione del mercato e un ulteriore abbassamento porterebbe il modello di business in perdita.
9 – non è possibile cambiare la priorità del traffico P2P in quanto essendo a traffico costante distruggerebbe il traffico con modalità interleaved rendendo la navigazione lenta e “laggosa” e qualsiasi altro traffico real time (voip, streaming, ssh, telnet, gaming) assolutamente inutilizzabile.

Mia considerazione personale:

Anche nei momenti di maggior traffico (tipicamente il pomeriggio) la % di traffico P2P è MAGGIORE del browsing. I provider che realmente filtrano il traffico P2P lo portano a % del 0-5% del traffico totale. Il traffico P2P impatta all’80% dei costi di rete di NGI. In altre parole: gestire il tarffico P2P ci costa oltre 6 milioni di eur all’anno. Tre riflessioni:

- il 90% dei files scaricati via P2P sono illegali
– il 60% di quello che viene scaricato via P2P viene cancellato senza nemmeno essere visionato.
– a livello mondiale il P2P impatta per miliardi di dollari sui bilanci degli ISP e dei carrier. Probabilmente basterebbe impiegare una % di questi soldi per annullare il digital divide ovunque.